Numero 3 - Obiettività
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Inseguendo l'obiettività si insegue un
sogno antico, quello di spiegare il mondo, di
ordinarlo, di ricondurlo a una realtà unica
e ultima, nella quale ogni conflitto si dissolve.
Ma è la molteplicità a disegnare
il mondo, trasformandolo in una realtà
che resiste a ogni ordine definitivo e si apre
all'indeterminatezza, alla sbavatura del reale
e del quotidiano sfidando la pretesa oggettività
di ogni spiegazione etica o scientifica.
E la medicina più di tutte le scienze sa
quanto labile sia quel confine tra oggettivo e
soggettivo, quanto sia difficile curare separando
la malattia dalle emozioni del malato.
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EDITORIALE
- I.Cavicchi
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"Obiettività più che significare
corrispondenza significa accordo dentro una precisa
relazione medico/malato agito nel doppio senso
scambievole, il primo verso il secondo e il secondo
verso il primo (...)
Il medico obiettivo non asserisce che il sintomo
del suo malato è un fatto e la sua diagnosi
un valore (cioè non ragiona per dualismi)
ma sostiene la circolarità tra i fatti,
teorie, valori, (cioè tra sé e l'altro)
tentando, attraverso l'obiettività, di
ragionare per coerenza.
Medico e malato sono inseparabili anche se entrambi
sono affezionati ad una nozione di obiettività
quale sinonimo di oggettività; essi devono
rassegnarsi ad ammettere che in medicina non esistono
in realtà fatti osservativi prestabiliti
da descrivere obiettivamente".
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ETICA
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| I
valori in un mondo politeista, morale e oggettivita'
- R. Boudon |
| Paradossi
dell'obiettività. Il vero è meno vero
se trascura ciò che è falso -
P. Legrenzi |
| Il
meglio e il peggio. Una questione di Democrazia
- A. Massarenti |
| Come
stanno le cose tra scienza, antiscienza e senso
comune - M. Ferraris |
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SCIENZA
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| Costruttivismo,
obiettivismo e ulcere - P.
Thagard |
| Contare
- Replicare - Misurare - Correlare - Determinare
- Modulare - G.
Corbellini |
| Eredità,
ambiente e tumori - P.
Vineis |
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ECONOMIA
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| Oggettività
posizionale - A.
Sen |
Esperienza
terapeutica e produzione di senso: dai modelli del
mondo ai motivi per la scelta
- P. L. Sacco |
| La
costruzione adattiva dell'obiettività nelle
scienze sociali:le reti neurali come strumento di
inferenza diagnostica - M.
Buscema |
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| Per
un'idea antiretorica di obiettività -
I. Cavicchi |
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| Biotecnologie
e Bioetica del Rischio
- E. Sgreccia V.
Mele |
| L'inconsapevole
soggettività del nostro conoscere - S.
Coyaud |
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| EDITORIALE
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| Ivan Cavicchi
- Direttore Generale Farmindustria |
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| ETICA |
Raymond Boudon
- Professore all'Università
della Sorbona, Parigi IV
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I
valori in un mondo politeista, morale e oggettivita'
Il pluralismo etico che
caratterizza le nostre società democratiche non
implica, come invece nietzschiani e postmoderni vorrebbero
farci credere, che i valori siano disperatamente soggettivi.
Fu proprio Max Weber, cui spesso i relativisti fanno riferimento,
a negare queste conseguenze. In realtà è
esperienza comune considerare almeno alcuni valori come
oggettivi nel senso di razionalmente fondati, anche se
essi sono frutto di conquiste ottenute nel tempo.
Valori sui quali è possibile argomentare con la
stessa cognizione dell'impresa scientifica, dalla quale
abbiamo imparato che la negazione del dogmatismo e delle
"visioni uniche" è la base per poter
raggiungere verità più certe anche se sempre
rivedibili. |
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Paolo Legrenzi
- Professore di Psicologia, Università Statale
di Milano
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Paradossi
dell'obiettività
Il vero è meno vero
se trascura ciò che è falso.
Una serie di esperimenti di psicologia cognitiva mostra
che la nostra naturale propensione a focalizzare l'attenzione
su fatti "presenti", trascurando quelli assenti,
ci induce in errori di ragionamento molto frequenti. Un
esempio illuminante è quello del rapporto sintomo-malattia.
Le diagnosi su base probabilistica spesso mostrano che
tra obiettività e verità si crea un abisso:
nello sforzo di essere obiettivi la verità si allontana.
Capire questi paradossi è essenziale per una buona
prassi medica, capace di non cadere in facili trappole. |
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Armando Massarenti
- Responsabile pagina scienza e filosofia dell'inserto
culturale de "Il Sole - 24 Ore" Direttore
della rivista "Etica ed economia"
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Il
meglio e il peggio. Una questione di Democrazia
L'arte, la morale, la scienza
parlano linguaggi diversi e "costruiscono mondi"
che hanno regole proprie di pertinenza e di plausibilità.
Ragionando all'interno di queste, in ogni singolo ambito,
si può sostenere, con argomentazioni più
o meno buone, che certe idee, descrizioni, valori, sono
migliori o peggiori di altri. Questo per Putnam è
l'unico modo sensato di parlare di oggettività.
Al contrario del realismo metafisico, il realismo alla
Putnam non presuppone l'esistenza "dell'Occhio di
Dio", ma tende a promuovere una forma di fallibilismo
che si adatta a ogni ambito della conoscenza umana. Idee,
credenze e valori possono cambiare, ma - al contrario
di quanto ritengono i relativisti - solo se sono sottoposte
a critiche convincenti in un contesto di regole di tipo
democratico. |
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Maurizio Ferraris
- Professore di Estetica, Università di Torino
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Come
stanno le cose tra scienza, antiscienza e senso comune
Le critiche di De Maistre
a Bacone e alla sua pretesa di aver elaborato il metodo
sperimentale sono illuminanti per comprendere ancora oggi
i paradossi e gli inconvenienti generati sull'opinione
pubblica da certe immagini della scienza. Presentare quest'ultima
come ultimo, o unico, baluardo della verità - anziché
come impresa fallibilista e antidogmatica - rende più
facile l'emergere di fenomeni contrari ad essa e il diffondersi
di un diffuso scetticismo. Come è accaduto con
il caso Di Bella. |
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| SCIENZA |
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Paul Thagard
- Philosophy Department, University of Waterloo, Waterloo,
Ontorio
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Costruttivismo,
obiettivismo e ulcere
Nel 1994 una conferenza
organizzata dai National Institutes of Health avallava
la teoria batterica delle ulcere che nel 1983 veniva considerata
assurda dalla comunità dei gastroenterologi. Un
cambiamento radicale che può essere spiegato facendo
riferimento alla "coerenza esplicativa" dove
la coerenza è una funzione del respiro esplicativo
e della semplicità delle teorie che competono,
oltre che della adattabilità delle stesse teorie
alle credenze accettate in una data epoca e in un dato
contesto storico e psicologico. |
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Gilberto Corbellini
- Dipartimento di Medicina
Sperimentale e Patologia, Sezione di Storia della Medicina,
Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
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Contare
- Replicare - Misurare - Correlare - Determinare - Modulare
L'idea di obiettività
in medicina assume un significato definito e insieme problematico
a partire dal dibattito ottocentesco sulle basi empiriche
e sperimentali dell'osservazione e della spiegazione medica.
Nel corso dell'ultimo secolo le accezioni sperimentale,
statistica, statistico-clinica e genetico-biochimica dell'obiettività
medica sono state concepite spesso come alternative e
incommensurabili, mentre l'emergere delle conoscenze genomiche
e delle basi biochimiche dell'individualità biologica
e biopatologica rende immaginabile un'unificazione concettuale. |
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Paolo Vineis
- Professore associato di Statistica medica e Biometria
all'Università di Torino - Servizio di Epidemiologia
dei Tumori, Università di Torino e CPO - Piemonte
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Eredità,
ambiente e tumori
Le verità scientifiche
non sono quasi mai assolute, ma hanno una natura probabilistica.
Il problema dell'eziologia del cancro, e in particolare
la questione se si tratti di una malattia genetica o ambientale,
costituisce un esempio emblematico del fatto che le spiegazioni
scientifiche scaturiscono da concettualizzazioni interpretative
complesse e ricche di sfumature. Così come i giudizi
morali. |
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| ECONOMIA |
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Amartya Sen
- Premio Nobel per l'Economia 1998
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Oggettività
posizionale
L'oggettività della
valutazione non è una vista "da nessun luogo"
ma "da un luogo definito", da una specifica
posizione. Questa "oggettività posizionale"
consente di comprendere l'idea di "illusione oggettiva",
di riesaminare il concetto di soggettivismo e relativismo
culturale ma, soprattutto, è il perno delle teorie
della decisione, in base alla quale una persona deve decidere
cosa fare sulla base di ciò che ha motivo di credere. |
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Pier Luigi Sacco
- Professore associato di Economia Politica - Università
di Bologna
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Esperienza
terapeutica e produzione di senso: dai modelli del mondo
ai motivi per la scelta
La scelta di un determinato
percorso di cura è il prodotto di processi cognitivi
complessi che possono coinvolgere l'intera "architettura
delle credenze" sulla quale il soggetto costruisce
i propri giudizi. Il carattere "decisivo" della
sperimentazione e dell'esperienza terapeutica può
essere sostanzialmente ridimensionato dalla necessità
soggettiva di proiettare la cura in un contesto di senso
nel quale articolare le ragioni della malattia e della
sofferenza. Di conseguenza, si assiste ad una proliferazione
delle metodologie terapeutiche "non ortodosse"
che spesso traggono la propria ragione d'essere proprio
dalla capacità di condurre il soggetto in un mondo
di senso attraente più che dalla reale capacità
di intervenire su "qui ed ora" della malattia.
E' quindi importante sottolineare come anche le metodologie
più scientificamente fondate, efficaci e consolidate
non possano sottrarsi all'esigenza di fornire non soltanto
opportunità di cura ma anche prospettive di comprensione,
di partecipazione e di consapevolezza come aspetto importante
dell'efficacia terapeutica. |
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Massimo Buscema
- Direttore del Centro Semeion - Roma
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La
costruzione adattiva dell'obiettività nelle scienze
sociali:le reti neurali come strumento di inferenza diagnostica
I sistemi adattivi intelligenti
rappresentano una delle più importanti frontiere
della ricerca contemporanea, tanto dal punto di vista
teorico che per le loro applicazioni in tutti quei contesti
in cui è necessario governare processi la cui complessità
sfugge alle capacità di analisi e di modellizzazione
per mezzo degli strumenti matematici tradizionali. In
questo saggio si presenta una classe particolarmente importante
di sistemi adattivi, le reti neurali, illustrandone i
principi teorici essenziali e i principali campi di applicazione
già consolidati o in via di sviluppo. Si presentano
infine alcuni risultati relativi alla "individuazione
cieca" di soggetti tossicodipendenti a partire da
dati individuali non sistematicamente correlati alla dipendenza
da sostanze, e se ne illustrano le potenzialità
ai fini dell'elaborazione di una strategia di prevenzione
del disagio. |
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Ivan Cavicchi
- Direttore Generale Farmindustria
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| Per
un'idea antiretorica di obiettività |
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Elio Sgreccia
- Direttore dell'Istituto di bioetica, Università
Cattolica Sacro Cuore, Roma
Vincenza Mele
- Ricercatrice dell'Istituto di bioetica, Università
Cattolica Sacro Cuore, Roma
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Biotecnologie
e Bioetica del Rischio
La riflessione bioetica
sulle biotecnologie richiede un duplice livello di analisi
del rischio: il livello della valutazione e quello della
gestione.
La valutazione non può essere in un unico tempo
fattuale-scientifica ed etica poiché non spetta
alla Comunità Scientifica esprimere una valutazione
sull'accettabilità di un rischio che non sa quantificare
e che riguarda l'intera collettività a fronte di
un presunto beneficio individuale.
Il "risk management" andrebbe invece affrontato
nel contesto ontologico-personalista "guardando al
bene della società, promuovendo il bene delle singole
persone". |
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Sylvie Coyaud
- Conduce un quotidiano di scienza su Rai-Radiotre,
"Le oche di Lorenz", collabora con "Nature"
e "Il Sole 24 Ore, Domenica"
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L'inconsapevole
soggettività del nostro conoscere
I ricercatore seri
accusano noi cronisti di non riferire le notizie scientifiche
con la dovuta oggettività. Purtroppo non ce la
facciamo: " per quanto ci sforziamo di essere obiettivi,
i nostri meccanismi cognitivi sembrano costringerci ad
una soggettività inconsapevole ", come scrive
Paolo Legrenzi a pagina 32. Ma i lettori ci riuscirebbero
meglio? Proponiamo alcuni quiz basati sulla cronaca genetica.
Se questa viene qui riferita con pathos da cronaca rosa,
è per il meglio ricordare la presenza oggettiva
di sentimenti ed emozioni fra i meccanismi di cui sopra. |
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