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Numero 7 - Complessità


Sono le molte verità che invadono e permeano il mondo disegnando una realtà complessa. Per garantire l'universalità, dunque, è necessario mediarla con ogni realtà particolare, con i molti mondi che vivono nelle persone, nelle società, nelle idee e in ogni singolo frammento di realtà quotidiana. E la complessità, come in un caleidoscopio, vive in ogni contesto, dal più piccolo al più grande, nell'irripetibilità di ogni situazione reale sia pensata che agita, nell'intreccio di relazioni, sempre diverso, che un oggetto ha con un altro. Come se il mondo fosse uno specchio in cui il vero non si riflette una volta per tutte ma ogni volta ritorna nella forma dell'adeguatezza, della convenienza e della pertinenza a una particolare realtà.

 

EDITORIALE - I.Cavicchi

"Il valore di verità di un beneficio rispetto a un'idea di "realtà complex" è deducibile non solo attraverso le inferenze classiche care sia alla sanità che alla medicina. Esse rappresentano, semmai, il presunto valore di verità sapendo che esso è deducibile in rapporto a una complessità di riferimenti non contraddittori, e sapendo che tale valore di verità non è mai verificabile in modo definitivo".

 

ETICA
Complicare la morale - A. Massarenti
Etica senza principi - A. Stroll
L’ultima lezione a Harvard. Etica, verità e pluralismo - H. Putnam

 

 

SCIENZA
La complessità... è nei dettagli - G. Corbellini
Genomica, postgenomica e biotecnologie di fronte alla complessità biologica - L. Alberghina
Le dimensioni della complessità biologica - S. Forestiero
Cervello e complessità - G. Tononi

 

 

ECONOMIA
La complessità: verità acquisite e falsi miti - M. Sandri
Ecologie della socialità e dell’identità: la complessità comportamentale in un’economia post-industriale - M. Buscema - P.L. Sacco
Ripensare la semplicità: la progettazione di organizzazioni complesse - M. Warglien
Complessità: si tratta davvero di una scienza - S. Kauffman

 

 

FEDERALISMO DELLA SALUTE: CAMBIARE IL MONDO CAMBIANDO LE DOMANDE - I. Cavicchi

 

Le prospettive della biologia - R. Lewontin
Complessità e bioetica. La bioetica nelle istituzioni europee - M. Salvi
Per Claude Shannon (1916-2001), il surrealista - S. Coyaud

 

 

 
EDITORIALE

Ivan Cavicchi - Direttore Generale Farmindustria

 

COMUNITA' PER VIVERE MEGLIO
 

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ETICA

Armando Massarenti - Responsabile pagina scienza e filosofia dell'inserto culturale de "Il Sole - 24 Ore" Direttore della rivista "Etica ed economia"

 

Complicare la morale
Nessuna regola è senza eccezione. Le teorie morali non sono in grado di proporsi come guide sicure dell’azione nei casi difficili che hanno valenza morale. Le massime kantiane e la regola utilita-rista,
che impone di massimizzare la felicità, falliscono di fronte alla complessità dei casi concreti, né sembrano cavarsela meglio le pur più duttili teorie basate sulle virtù. Il fatto è che noi “ripariamo la barca mentre siamo in mare”, e non ci possiamo appoggiare a nessun appiglio esterno. Le teorie ci possono essere utili per chiarire le questioni che ci stanno a cuore e per comprenderne tutte le implicazioni, come si vede nel caso dell’eutanasia. Ma la responsabilità delle scelte spetta a ognuno di noi.
 

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Avrum Stroll - University of California, San Diego

 

Etica senza principi
Nell’etica come nella scienza la ricerca dell’universalità tende a ridurre l’importanza del caso individuale e in particolare l’importanza della complessità che percepiamo nel mondo. Attraverso la costruzione di modelli, l’accuratezza e la precisione vengono barattate in cambio di una portata generale. Così come la scienza tenta di trovare la spiegazione più generale dei fenomeni, nell’affrontare il mondo morale il filosofo tenta di scoprire la teoria più generale che si adatti a una molteplicità di fenomeni apparentemente diversi e di fondarla su saldi principi. Il fallimento di tale strategia è molto istruttivo per chi voglia comprendere che la morale è fatta solo di casi individuali e che essi vanno affrontati con uno stile di ragionamento che tenga conto delle circostanze in cui essi si presentano.
 

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Hilary Putnam - Cogan University Professor Emeritus a Harvard

 

L’ultima lezione a Harvard. Etica, verità e pluralismo
Uno dei maggiori pensatori viventi prova a tracciare un bilancio della propria attività filosofica, da sempre svolta su due fronti tra loro fortemente connessi: quello della riflessione sulla verità, sul linguaggio, sulla logica, sulla scienza e i suoi metodi, da un lato, e quello inerente la sfera morale e politica, dall’altro. Ricontestualizzando il pensiero di pragmatisti, come James e Dewey, con quello del secondo Wittgenstein, emerge una visione della filosofia e della morale fortemente improntata al pluralismo, considerato come un “fatto” che emerge dal nostro stesso modo di vedere il mondo e l’universo dei valori.
 

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SCIENZA

Gilberto Corbellini - Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia, Sezione di Storia della Medicina, Università degli Studi di Roma "La Sapienza"

 

La complessità... è nei dettagli
Esistono più di trenta accezioni, matematicamente definite, di complessità, molte delle quali sono irrilevanti dal punto di vista della categorizzazione delle dinamiche funzionali, normali o patologiche, ed evolutive dei sistemi viventi. I problemi della complessità biomedica richiedono un miglioramento nella comprensione dei meccanismi e processi epigenetici da cui dipende l’espressione dei geni in modo pertinente al contesto, ovvero che consentano l’amplificazione e l’elaborazione dell’informazione ereditaria per costruire reti dinamiche di interazioni a livello proteico, cellulare e tissutale in grado di andare oltre l’informazione genetica data, per produrre risposte fisiologiche adattative che negli organismi pluricellulari superiori potenziano straordinariamente la capacità individuale di far fronte alle sfide ambientali.
 

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Lilia Alberghina - Presidente del Consiglio di Corso di Laurea in Biotecnologie Industriali, Università degli Studi di Milano - Bicocca

 

Genomica, postgenomica e biotecnologie di fronte alla complessità biologica
I traguardi raggiunti dai progetti genoma, dal lievito all’uomo, stanno generando nuovi problemi di gestione e utilizzazione di un’impressionante mole di dati riguardanti le sequenze dai quali si devono estrarre informazioni significative per la comprensione dei meccanismi regolativi che presiedono al funzionamento cellulare. Le più recenti tecniche della postgenomica, sperimentali e computazionali, stanno innovando profondamente anche il processo di sviluppo di nuovi farmaci, mentre nuove strategie metodologiche stanno caratterizzando le tendenze della ricerca scientifica nell’era postgenomica con l’obiettivo di affrontare il problema della complessità biologica.
 

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Saverio Forestiero - Docente di Zoologia all'Università degli Studi di Roma "Tor Vergata"

 

Le dimensioni della complessità biologica
L’esame di alcuni punti critici del dibattito filosofico sulla complessità biologica precede la presentazione delle componenti, quantitativa e qualitativa, della complessità biologica. L’illustrazione delle varie manifestazioni della complessità degli organismi è fatta ricorrendo alle tre nozioni chiave di organizzazione, individualità e relazionalità. Il saggio contiene anche un’analisi del rapporto tra biocomplessità e selezione naturale, e riassume in pochi punti salienti l’ipotesi ricostruttiva dell’incremento di complessità lungo l’organizzazione gerarchizzata dei viventi. La riflessione finale è dedicata agli effetti della storia sulla complessità biologica.
 

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Giulio Tononi - Università di Pisa e University of Wisconsin, Madison

 

Cervello e complessità
L’organizzazione del cervello, in particolare del sistema talamo-corticale, è caratterizzata dalla coesistenza di specializzazione e integrazione funzionale. Ciò consente al sistema talamocorticale di integrare una grande quantità di informazione. Dati anatomici, neurofisiologici, e simulazioni al calcolatore, indicano che l’organizzazione di tale sistema appare ideale per produrre valori elevatissimi di complessità. Misteriosamente, il sistema talamocorticale dà origine alla coscienza. Ma a ben guardare, la coscienza altro non è che integrazione di informazione. È quindi plausibile che sia legata alla complessità di un sistema.
 

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ECONOMIA

Marco Sandri - Calcolo Scientifico - S.I.A., Università degli Studi di Verona

 

La complessità: verità acquisite e falsi miti
Lo scopo di questo saggio è quello di illustrare i fondamenti concettuali della complessità e il loro sviluppo nell’ambito della teoria dei sistemi, in particolare dei sistemi dinamici non lineari. Ci si concentra in particolare nell’individuare quelle che possono essere considerate, in un bilancio ormai più che ventennale della letteratura, delle verità acquisite, nonché sui fraintendimenti che, spesso a causa della leggerezza interpretativa di alcuni autori, si sono diffusi in quello che potremmo definire il ‘senso comune’ della complessità. Nell’ultima parte si presentano con un linguaggio relativamente poco tecnico alcuni dei più interessanti sviluppi recenti della letteratura e se ne illustrano alcune prospettive di applicazione.
 

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Massimo Buscema - Direttore del Centro Ricerche Semeion - Roma
Pier Luigi Sacco - Professore Associato di Economia Politica - Università degli Studi di Bologna

 

Ecologie della socialità e dell’identità: la complessità comportamentale in un’economia post-industriale
Nelle economie post-industriali si assiste a un radicale sovvertimento delle logiche che sottendono i comportamenti individuali e la formazione di standard di comportamento collettivi, con rilevanti conseguenze sulle definizioni di benessere individuale e sociale. Per comprendere queste nuove dinamiche e per formulare nel nuovo contesto politiche di governance sensate occorre fare riferimento ai nuovi strumenti concettuali della scienza della complessità.
 

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Massimo Warglien - Dipartimento di Economia e Direzione Aziendale dell'Università degli Studi "Ca' Foscari" di Venezia

 

Ripensare la semplicità: la progettazione di organizzazioni complesse
La progettazione organizzativa è una scienza (o un’arte) della semplicità. Ma la complessità è la materia prima su cui la progettazione organizzativa interviene. Le scienze della complessità offrono nuove e più rigorose fondazioni ai concetti tradizionali di progettazione organizzativa, e suggeriscono nuovi principi di design. In questo articolo, vengono discussi i legami fra complementarietà
delle risorse e complessità, e si introducono alcuni concetti di base per il design di sistemi capaci di auto-organizzazione.
 

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Stuart Kauffman - Professore di Biochimica all'Università della Pennsylvania

 

Complessità: si tratta davvero di una scienza
La scienza della complessità non trova applicazioni solo nel mondo pratico aziendale, ma promette leggi generali con un largo ambito di applicazione e in grado di unire campi attualmente distinti e apparentemente lontani, dalla biologia all’economia. Parte dell’interesse che suscita la scienza della complessità sta anzi proprio nel fatto che leggi simili governino aree profondamente diverse.
 

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Ivan Cavicchi - Direttore Generale Farmindustria

 

FEDERALISMO DELLA SALUTE: CAMBIARE IL MONDO CAMBIANDO LE DOMANDE
 

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Richard Lewontin - Research Professor alla Harvard University, Cambridge, Massachusetts

 

Le prospettive della biologia
Nonostante i suoi difetti, abbiamo fatto grandi progressi proprio grazie alla strategia metodologica del riduzionismo. D’altra parte esso non costituisce un approccio convincente nello studio degli organismi viventi, né sembra esserlo l’affermazione olista. Resta da vedere se la concezione della complessità farà luce sui problemi della biologia. Finora sono soltanto speculazioni. Più che cercare modi radicalmente diversi di studiare gli organismi, o nuove leggi di natura, per completare il proprio programma di conoscenza e di manipolazione, alla biologia serve prendere sul serio quello che già sappiamo essere vero. Non principi inediti, ma la disponibilità ad accettare le conseguenze del fatto che gli organismi sono sistemi aperti internamente eterogenei.
 

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Maurizio Salvi - Higher Institute of Philosophy, University of Leuven

 

Complessità e bioetica. La bioetica nelle istituzioni europee
La complessità eterogenea delle culture europee si riflette nelle strutture comunitarie. Le attività che riguardano più specificatamente i valori sociali e morali rispecchiano la difficoltà di tradurre in un sistema armonico la diversità culturale che permea il tessuto dell’Europa. Armonizzazione e complessità sono concetti difficilmente conciliabili. Alcune direttive europee mostrano la problematicità di attuazione di politiche comunitarie basate sul compromesso. Se la complessità istituzionale europea trovasse un terreno comune di dialogo, le potenzialità del pluralismo sarebbero forse meglio espresse, ma la situazione odierna è, semplicemente, diversa.
 

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Sylvie Coyaud - Conduce un quotidiano di scienza su Rai-Radiotre, "Le oche di Lorenz", collabora con "Nature" e "Il Sole 24 Ore, Domenica"

 

Per Claude Shannon (1916-2001), il surrealista
Piccola rassegna di pubblicazioni che trattano dello sviluppo delle scienze della complessità. L'azione si svolge in tre atti: cibernetica, principio di autorganizzazione, leggi del caos. Il cast include protagonisti famosi e altri che dovrebbero esserlo, variamente impegnati con la ricerca matematica, gli affari e i
casinò, pur di falsificare popperianamente la seconda legge della termodinamica e quella di Stéphane Mallarmé: Jamais un coup de dés n'abolira le hasard.
 

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