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Numero 5 - Appropriatezza


Non è proprio un gioco di specchi quello tra realtà e rappresentazione. E non c'è teoria tanto potente da raffigurare il mondo. Appropriatezza, adeguatezza, consonanza, e ogni teorema che le descrive, sfuggono a una realtà infinitamente più complessa, in cui le variabili possono moltiplicarsi all'infinito.
In medicina, dove l'essere umano è oggetto di valutazioni difficili da matematizzare, l'unica appropriatezza possibile è quella consapevole delle differenze tra gli uomini e dell'irriducibilità delle scelte.

 

EDITORIALE - I.Cavicchi

"Il concetto di appropriatezza, almeno nell'uso nostrano, appare come un'invenzione semantica ma soprattutto come un'operazione politica. Mai come in questo caso una parola è, per certi versi, il condensato riassuntivo di un'intenzione politica e culturale".

 

ETICA
La verità appropriata del nuovo Ippocrate - A. Massarenti
L'atto medico tra crisi e scelta - F. Voltaggio
Dove vai? Vendo cipolle. Logica e pragmatica della rilevanza - A. Peruzzi
Attenti al Gorilla! - R. Casati

 

 

SCIENZA
Le cinque dimensioni dell'appropriatezza - G. Federspil
La medicina della dignità - A. Pieretti
Biotecnologie, incompetenze istituzionali e abuso politico della precauzione: nuove dimensioni dell'appropriatezza - G. Corbellini

 

 

ECONOMIA
L'Adeguatezza: un falso problema? - P.L. Sacco
Abitudini, mode e costumi. una prospettiva smithiana su cosa consideriamo appropriato.
- L. Andreozzi
Mobilità ospedaliera, un indicatore di preferenza, uno stimolo all'efficienza - C. Ugolini

 

 

PROPRIETY (APPROPRIATEZZA), APPROPRIATENESS - I. Cavicchi

 

Riflessioni sul controllo sociale: dalla normalità della devianza alla normalità della malattia - G. Cersosimo - R. Rauty
La Health Revolution della terza età - C. Vergani
Letture irrilevanti - S. Coyaud

 

 

 
EDITORIALE
Ivan Cavicchi - Direttore Generale Farmindustria
 
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ETICA

Armando Massarenti - Responsabile pagina Scienza e Filosofia dell'inserto culturale de "Il Sole-24 Ore"

 

La verità appropriata del nuovo Ippocrate
La nozione di verità come "adaequatio" e le sue critiche da parte della filosofia contemporanea; le origini antiche della medicina, che con Ippocrate divenne capacità di curare, con pratiche e strumenti adeguati, patologie ben definite, abbandonando la vaghezza del sapere magico-sacerdotale; e, infine, il movimento degli ultimi anni sull'appropriatezza e l'efficacia delle cure mediche: tre modi diversi ma interconnessi di intendere la nozione di appropriatezza, a partire dai quali è possibile costruire un nuovo modo di affrontare i problemi pubblici legati alla medicina, in attesa di un nuovo Ippocrate che sappia coniugare l'attenzione per il singolo con istanze etiche ed economiche più generali.
 

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Franco Voltaggio - Storico e Filosofo della Scienza

 

L'atto medico tra crisi e scelta
La medicina non è entrata in crisi per il semplice fatto che è sempre stata in crisi. La crisi è coessenziale alla medicina che produce verità non attraverso mere inferenze ma tramite una transazione tra sistemi e portatori di credenze.
 

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Alberto Peruzzi - Professore di Filosofia Teoretica, Università degli Studi di Firenze

 

Dove vai? Vendo cipolle. Logica e pragmatica della rilevanza
La storia della scienza è un'ampia galleria di scoperte di connessioni rilevanti tra fatti avvenute per caso. Sul fronte della ricerca, giudizi circa la rilevanza e i suoi gradi sono provvisorie scommesse. Dal punto di vista di Dio, tutto è rilevante a tutto, dal punto di vista di esseri con un budget cognitivo limitato, la finestra di ciò che è rilevante cambia continuamente forma e dimensione. Di fronte a tutto questo la logica classica non può più chiudere gli occhi, come volevano i neopositivisti, ma deve adeguare i suoi strumenti includendo la rilevanza tra i suoi problemi fondamentali.
 

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Roberto Casati - Ricercatore al Crea di Parigi (Centre de Recherche en Epistémologie Appliquée)

 

Attenti al Gorilla!
Un esperimento di psicologia cognitiva che permette di comprendere i meccanismi dell'attenzione, della distrazione e della pertinenza. La nostra percezione è altamente selettiva e senza criteri di pertinenza non potremmo comunicare con gli altri e leggere il mondo che ci circonda.
 

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SCIENZA

Giovanni Federspil - Professore ordinario di medicina interna, Università degli Studi di Padova

 

Le cinque dimensioni dell'appropriatezza
Una valutazione completa dell'appropriatezza clinica deve considerare più aspetti dell'attività medica. Così dal punto di vista della conoscenza si potrà parlare di appropriatezza metodologica, scientifica; valutando la medicina come attività relazionale tra persone si potrà considerare l'appropriatezza deontologica, etica o economica. Per questo, un'idea di cura appropriata, univoca ed estrinseca all'ambito sanitario è quanto mai inappropriata a valutare l'attività del medico.
 

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Antonio Pieretti - Professore ordinario di Filosofia - Facoltà di Lettere e Filosofia, Università degli Studi di Perugia

 

La medicina della dignità
Non bisogna sperimentare mai per confermare le proprie idee ma solo per controllarle, accettando i risultati dell'esperimento con tutti i suoi dati imprevisti e fortuiti. Quanto detto da Bernard vale anche per la medicina e, ancor più a ragione, quando essa si trova dinanzi al malato terminale. Ossia quando non sa, o non sa in modo certo, quale terapia mettere in atto perché la realtà non è riconducibile a fatti clinici razionalmente organizzati.
 

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Gilberto Corbellini - Dipartimento di Medicina Sperimentale e Patologia, Sezione di Storia della Medicina, Università degli Studi di Roma "La Sapienza"

 

Biotecnologie, incompetenze istituzionali e abuso politico della precauzione: nuove dimensioni dell'appropriatezza
Tutte le tecnologie comportano dei rischi e dei benefici, dimostrati e ipotetici, ma il principio di precauzione sostiene che i rischi ipotetici dovrebbero aver la precedenza su benefici sostanziali dimostrati.
 

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ECONOMIA

Pier Luigi Sacco - Professore associato di Economia Politica - Università di Bologna

 

L'Adeguatezza: un falso problema?
Di fronte alle sfide della complessità, si cerca a volte di ridefinire la realtà adeguandola ai modelli decisionali disponibili anziché viceversa. Questo produce surrogati a basso costo di adeguatezza che raramente funzionano, comportando perdita di benessere sociale. Un esito illogico e contrario all'interesse di tutti e di ciascuno che evidenzia la necessità di definire una più sofisticata teoria della scelta individuale e dell'interazione sociale. Ripartendo proprio dal problema dell'adeguatezza.
 

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Luciano Andreozzi - Professore a contratto di Economia Applicata, Università degli Studi di Cassino

 

Abitudini, mode e costumi. una prospettiva smithiana su cosa consideriamo appropriato.
La non arbitrarietà della giustizia e, quindi, i nostri canoni per valutare l'appropriatezza dei sentimenti morali, dipendono dal ruolo che essa svolge ai fini del mantenimento della società. In questo senso la giustizia e i sentimenti morali che la rendono effettiva sono il pilastro della società, mode e costumi rappresentano gli ornamenti che possono variare anche in modo capriccioso e imprevedibile, anche se, la lezione Smithiana insegna, alcuni "usi particolari" che a volte ripugnano alla nostra sensibilità, possono essere occasionalmente accettati ma mai coinvolgere "lo stile generale di condotta".
 

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Cristina Ugolini - Professore ordinario di Economia Sanitaria - Dipartimento di Scienze Economiche, Università degli Studi di Bologna

 

Mobilità ospedaliera, un indicatore di preferenza, uno stimolo all'efficienza
Nonostante un sistema di libera scelta ancora fortemente limitato dalle esigenze della programmazione regionale, la mobilità sanitaria resta un prezioso indicatore della percezione da parte dei pazienti di qualità e appropriatezza delle prestazioni erogate dalle singole strutture. Per questo, la mobilità non va considerata una minaccia ma uno stimolo ad accrescere efficienza e qualità dell'offerta.
 

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Ivan Cavicchi - Direttore Generale Farmindustria

 

PROPRIETY (APPROPRIATEZZA), APPROPRIATENESS
 

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Giuseppina Cersosimo - Sociologa - Asl Avellino 2
Raffaele Rauty - Professore straordinario di Storia del Pensiero Sociologico, Università degli Studi di Salerno

 

Riflessioni sul controllo sociale: dalla normalità della devianza alla normalità della malattia
"Dire e parlare non sono la stessa cosa. Uno può parlare, parla senza fine, e tutto quel parlare non dice nulla. Un altro invece tace, non parla e può, col suo non parlare, dire molto" (M. Heidegger, 1973).
 

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Carlo Vergani - Direttore della Cattedra di Gerontologia e Geriatria - Dipartimento di Medicina Interna, Università degli Studi di Milano

 

La health revolution della terza età
Nella società che invecchia, utilizzare in medicina i parametri propri delle età più giovanili come "gold standard" è una forzatura che penalizza proprio gli anziani.
Produrre salute e capability in età avanzata è la terza rivoluzione sanitaria dopo quella del controllo delle malattie trasmissibili e di gran parte di quelle non trasmissibili. Ma questo significa sostituire il "paradigma del fattore di rischio" con il "paradigma del determinante sociale" della salute, dove le evidenze fondate sul controllo dell'ambiente e degli stili di vita non coincidono più con quelle della medicina classica.
 

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Sylvie Coyaud - Conduce un quotidiano di scienza su Rai-Radiotre, "Le oche di Lorenz", collabora con "Nature" e "Il Sole 24 Ore, Domenica"

 

Letture irrilevanti
Rilevanza, importanza, pertinenza, congruità, adeguatezza, appropriatezza sono valori di cui non abbiamo un'esperienza diretta, abbiamo riferito a Kéiron che insisteva per farci svolgere il tema. Però abbiamo tanti contro-esempi. A voi non va mai bene niente, avrà pensato in cuor suo e si sarà rassegnato, sapendo che queste sono le pagine dei quiz (la volta scorsa), delle parole incrociate (in preparazione) e dell'oroscopo (stiamo studiando).
 

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