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Sui temi della salute, dei
trattamenti sanitari, delle aspettative di vita
delle persone, si intrecciano inevitabilmente
delicate questioni etiche, scientifiche, economiche
e non solo.
Nonostante lindubbia necessità di
favorire, nel campo della salute e della vita,
le interconnessioni tra i saperi, le culture,
le esperienze che vi si riferiscono, manca nella
pubblicistica medico-sanitaria, un luogo di approfondimento
delle idee in cui esplicare un progetto di crescita
del senso di tali interconnessioni.
Sarà Kéiron, un famoso centauro,
a fare questo lavoro. Non un banale guaritore,
non il capostipite di una professione, come quando
lo si confonde con il dio della medicina, ma un
esperto di vita e di morte, di umanità,
di guaribilità e di inguaribilità
di mondi segreti, e di sofferenza. La sua conoscenza
è prima di tutto personale, legata ad una
condizione divina, ma vissuta in tutta la sua
drammaticità come condizione umana.
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