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| AUDIZIONE FARMINDUSTRIA: DOMPÉ CHIEDE ALLE ISTITUZIONI SOSTEGNO PER INCENTIVARE RICERCA E INNOVAZIONE |
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18/11/2009
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| “Le imprese del farmaco chiedono prospettive di medio-lungo termine per garantire competitività internazionale al settore, anche rispetto agli altri Paesi Europei.
Per questo è fondamentale incentivare la R&S prevedendo il potenziamento su un orizzonte ampio (almeno 10 anni) del credito d’imposta di cui va ripristinato l’automatismo.
Così come sono necessari interventi a tutela della proprietà intellettuale e del marchio determinanti per la Ricerca.
Va riconosciuto infatti il valore dell’innovazione, sia di quella che determina grandi salti nelle terapie (breakthrough) sia di quella incrementale, che insieme alla prima fornisce alternative terapeutiche, migliore aderenza al trattamento e qualità della vita.
E allo stesso tempo garantire una omogenea ed equa disponibilità dei prodotti innovativi per i pazienti su tutto il territorio nazionale attraverso lo snellimento delle procedure burocratiche e amministrative”.
Sono queste alcune richieste avanzate oggi dal Presidente di Farmindustria Sergio Dompé nel corso dell’audizione presso la Commissione Industria, Commercio, Turismo del Senato, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla condizione competitiva delle imprese industriali italiane, con particolare riguardo ai settori manifatturiero, chimico, meccanico e aerospaziale.
Misure che possono permettere al settore farmaceutico di affrontare il periodo di crisi economica e di trasformazione strutturale del settore a livello mondiale.
Trasformazione che, come rilevato da uno studio del Cergas, non ha risparmiato l'occupazione del settore, in discesa negli ultimi due anni del 7% rispetto al 2,9% dei principali Paesi europei, né gli investimenti in Ricerca e produzione, che da una crescita del 5% nel 2007 sono scesi ad una del 2% nel 2008, né la redditività globale, in frenata dal 2001 e con un sensibile peggioramento rispetto agli altri Paesi, verso i quali l’Italia mostra un differenziale negativo.
“Le imprese non chiedono sconti - ha concluso Dompé – ma stabilità del quadro normativo e certezze delle regole. L’industria del farmaco esporta il 53% delle propria produzione e sviluppa innovazione in oltre 200 progetti di ricerca italiani con 136 prodotti biotech in fase clinica. Una realtà quindi capace di contrastare la congiuntura negativa e continuare ad investire anche in un quadro che vede la spesa farmaceutica convenzionata pro-capite in Italia più bassa che in altri Paesi, con 188 euro contro i 265 euro della media Ue”.
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